ZERO PRIVILEGI PUGLIA ATTO SECONDO. CONTRO SPRECHI E VITALIZI 


La casta regionale perpetua i suoi riti gattopardeschi utilizzando il trascorrere del tempo per eludere una iniziativa popolare alla quale i cittadini pugliesi guardano con speranza.

Cinque mesi di resistenza attiva per difendere i privilegi dei consiglieri regionali pugliesi. I rappresentanti dei partiti perpetuano i soliti riti gattopardeschi, utilizzando il trascorrere del tempo per eludere una iniziativa popolare alla quale tutti i pugliesi guardano con speranza: ‘Zero Privilegi Puglia', presentata il 12 luglio scorso da una rappresentanza di centinaia di attivisti del Movimento 5 Stelle che, dal Gargano al Salento, sono scesi per le strade della regione incontrando decine di migliaia di cittadini per tagliare indennità e vitalizi dei consiglieri regionali.

L’approvazione di questa legge avrebbe come risultato il dimezzamento delle indennità dei consiglieri regionali, l’abolizione dell’assegno di fine mandato e del vitalizio e consentirebbe risparmi per 10 milioni di euro all’anno e di ulteriori 10 milioni nel lungo periodo (vitalizio).

Il 25 luglio la proposta di Legge ‘Trattamento economico e previdenziale dei consiglieri regionali’ è stata depositata alla Presidenza del Consiglio della Regione Puglia. Assegnata il giorno dopo alla VII Commissione Consiliare, alla scadenza dei tre mesi previsti dalla Legge Regionale n. 9/73 ‘Partecipazione popolare all’attività normativa della Regione’, sarebbe dovuta essere iscritta all’ordine del giorno della prima seduta di Consiglio Regionale, quella del 27-28 novembre 2012. Così non è stato: il Consiglio Regionale è inadempiente, avendo ignorato una norma ben precisa e vincolante sotto il profilo strettamente giuridico e amministrativo ma soprattutto morale, rimuovendo letteralmente la volontà espressa dai cittadini pugliesi.

Intanto, nell’ultima Assise regionale del 30 novembre scorso, per gettare un po’ di fumo negli occhi ai pugliesi, è stata approvata una proposta di legge fatta in casa ‘Riduzione dei costi della politica’ che, tra l’altro, ha come riferimento (solo come paradigma) le decisioni delle ‘Conferenze Regioni-Province-Presidenti assemblee legislative regionali’. La nuova Legge Regionale assegna, quindi: un massimo di 13.800 euro di compensi ai presidenti della Giunta e del Consiglio e 11.100 euro ai Consiglieri per indennità di carica e funzione; 5.000 euro a Consigliere per il finanziamento dei Gruppi Regionali, al netto delle spese per il personale; la facoltà, quindi solo la possibilità, di rinunciare al diritto all’assegno vitalizio. Ben poca cosa rispetto al taglio del 50% di tutti gli emolumenti previsto da Zero Privilegi Puglia.

Tutto questo avviene in attuazione del Decreto Legge 174/2012 ‘Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali…’ ma in totale spregio alla volontà popolare espressa dai cittadini della Puglia.

Nel frattempo il Consiglio Regionale viene convocato per martedì 04 dicembre 2012 (primo argomento da discutere “Proposta di legge di iniziativa popolare ‘Trattamento economico e previdenziale dei consiglieri regionali’ iscritta all’ordine del giorno ai sensi dell'art. 9 della L.R. 16 aprile 1973, n. 9)” mentre gli attivisti del Movimento 5 Stelle firmatari della Proposta di iniziativa popolare vengono convocati in audizione il 5 dicembre 2012.

“Una tempistica degna della migliore tradizione della casta” stigmatizzano gli attivisti del Movimento 5 Stelle Puglia, che da oggi sono in mobilitazione permanente “per gridare l’urlo dei cittadini, delle famiglie, dei giovani, dei disoccupati, dei tanti cittadini ridotti in povertà a causa delle sanguisughe che continuano imperterrite nella loro azione demolitrice dello stato sociale sottraendo preziose risorse che vanno a sostenere enormi e ingiustificati privilegi”.

L'appuntamento degli attivisti del Movimento 5 Stelle è per il prossimo 4 dicembre a Bari, in via Capruzzi, per testimoniare l'indignazione dei cittadini, ancora una volta umiliati e sbeffeggiati da una politica che, ormai, ha le ore contate.


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Comunicato Stampa N° 3 - Consegna Day 



Nel pomeriggio di Giovedì 12 Luglio la voce di migliaia di cittadini pugliesi irromperà nel palazzo della casta regionale.

Una rappresentanza dei cittadini a cinque stelle che hanno organizzato banchetti e gazebo consegnerà le firme raccolte a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare nota come Zero Privilegi Puglia (ZPP) che col dimezzamento delle indennità dei consiglieri regionali, l'abolizione dell'assegno di fine mandato e del vitalizio consentirebbe risparmi per 10 milioni di euro all'anno e di ulteriori 10 milioni nel lungo periodo (vitalizio).

Una importante iniziativa realizzata grazie alle centinaia di attivisti 5 stelle di Puglia che, dal Gargano al Salento col freddo pungente di Febbraio e il caldo afoso di Giugno, sono scesi per le strade di Puglia incontrando decine di migliaia di concittadini, informandoli e confrontandosi con loro. Ed è proprio questo contatto con la gente e l'averli ascoltati che ci fa dire oggi che queste firme (in numero decisamente superiore alle 15 mila richieste dallo statuto regionale) sono molto di più di una richiesta di abolizione dei privilegi della casta, sono un vero e proprio grido di indignazione:

VERGOGNA!!!

Un urlo che si alza da una popolazione che sta vivendo una crisi economica e una disoccupazione giovanile senza precedenti, nei confronti di una classe politica becera ed autoreferenziale che nonostante tutto continua a conservare assurdi privilegi ed ingiustificati stipendi.

Augurandoci che la casta pugliese impegnata nello smantellare il servizio sanitario regionale e nella svendita dei beni comuni, in un rigurgito di decenza e decoro, approvi quanto prima questa proposta, facciamo presente che anche per le proposte di legge di iniziativa popolare sono previsti i soliti finanziamenti pubblici camuffati da “rimborsi” di cui, coerentemente con le idee che rappresentiamo, non usufruiremo. Ovviamente ci domandiamo se tutti gli altri comitati hanno fatto lo stesso.

Una ultima osservazione la vogliamo riservare ai mezzi di "informazione" che, tranne qualche sporadica e rara eccezione, hanno ritenuto di non dover dedicare alcuno spazio a tale iniziativa a differenza di quanto avvenuto invece con altre iniziative che definire popolari è un eufemismo visto che sono state promosse e sponsorizzate da consiglieri ed assessori regionale che per presentare proposte di legge non hanno certo bisogno delle firme dei cittadini.

Il comitato promotore

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Comunicato Stampa N° 2 - Democrazia è partecipazione 





In merito alle dichiarazioni del 31 maggio dei presidenti dei gruppi consiliari regionali Sel e PPV, che hanno presentato una proposta di modifica dell’articolo 15 (il quale fissa il numero minimo di firme per la discussione in consiglio delle leggi di iniziativa popolare) dello statuto regionale, riteniamo, purtroppo, che essa rappresenti soltanto un tentativo, per altro molto timido, di intercettare il desiderio di cambiamento senza però che questo si possa effettivamente realizzare. Pur condividendo la direzione dell’intervento in esame, cioè l’abbassamento della soglia del numero di firme necessarie, valutiamo il medesimo insufficiente.

In un momento storico del nostro paese in cui diminuisce la partecipazione dei cittadini alle consultazioni elettorali perché essi non si identificano nei loro delegati, in un periodo in cui i partiti vivono una grave crisi di rappresentatività senza saper fornire delle soluzioni, perché incapaci di ascoltare i suggerimenti che, pure numerosi ed evidenti, arrivano dalla cittadinanza, crediamo di essere di fronte all’ennesimo affronto: gli elettori chiedono segnali di cambiamento forte e radicale da parte dei loro eletti. Reputiamo inaccettabile il comportamento di coloro che pur dichiarando di volere la partecipazione dei cittadini nelle scelte degli organi istituzionali, non si adoperano nel reale abbattimento di quelle barriere che impediscono tale ampia partecipazione: quando ai cittadini è data la possibilità di esprimersi, riducendo quei vincoli che impediscono l’esercizio di manifestare la propria volontà, essi mostrano chiaramente la voglia di aderire alla formazione della propria identità civica.

Sebbene ciascuna regione abbia autonomia nella stesura delle norme che regolano l’accesso diretto dei cittadini alla vita democratica delle proprie istituzioni, domandiamo per quale ragione i nostri amministratori non dimostrino finalmente di voler favorire davvero la partecipazione dei pugliesi, adeguando la soglia delle firme necessarie per la discussione delle leggi di iniziativa popolare a quanto previsto dalla quasi totalità delle regioni italiane, fissata a 5.000 firme (anche in quelle, come la Lombardia, che hanno una popolazione doppia rispetto alla nostra regione).

Proponiamo, pertanto, che tale valore, 5.000 firme, sia preso come riferimento per la modifica dello statuto regionale pugliese, auspicando, altresì, che la variazione del suddetto articolo incontri il favore di tutti i nostri amministratori i quali, ricordiamo, sono esclusivamente rappresentanti che agiscono in nome e per conto dei cittadini. Ci auguriamo che anche questa occasione, non sia unicamente un annuncio, ma opportunità concreta di rinnovamento, ratificando in tempi celeri una norma diffusamente desiderata.

Il Comitato Promotore ZPP


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